Divorzio breve

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Il 26 maggio sono entrate in vigore le nuove regole sul divorzio breve, provvedimento approvato in via definitiva dalla Camera il 23 aprile scorso e poi pubblicato in Gazzetta ufficiale il 6 maggio. La cosiddetta legge sul Divorzio breve (LEGGE 6 maggio 2015 n. 55) riduce il periodo tra separazione e divorzio. La legge interviene con soli tre articoli che apportano i seguenti cambiamenti: 1) anticipazione della domanda di divorzio. L’art. 1 della nuova legge va a modificare l’art. 3 comma 1 lett. b n. 2 della legge n. 898/1970 che disciplina i casi di scioglimento del matrimonio. A tal proposito bisogna operare una distinzione tra separazione giudiziali e consensuali. Nelle separazioni giudiziali:  si riduce da tre anni a dodici mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio e il termine decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale. Nelle separazioni consensuali, invece, si riduce a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio e il termine decorre analogamente dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale. I sei mesi decorrono inoltre, dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da avvocati ovvero dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ ufficiale dello stato civile. 2) Scioglimento anticipato della comunione legale. La seconda novità riguarda lo scioglimento anticipato della comunione legale. L’art. 2 modifica l’art. 191 c.c. inserisce un’ulteriore comma che prevede lo scioglimento della comunione legale: in caso di separazione giudiziale, nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati; in caso di separazione consensuale, dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché successivamente omologato. Lo stesso articolo della legge di riforma aggiunge una previsione di natura procedurale secondo cui l’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio. 3) Applicazione della nuova legge ai procedimenti in corso. L’art. 3 della legge, infine, disciplina la fase transitoria. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 hanno valore retroattivo e si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data. Si tratta di un cambiamento epocale e significativo nella disciplina del diritto di famiglia.

Filomena Torello, Studio Giuliano e Di Gravio, giulianoedigravio,it

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