Guidare un’auto intestata ad altri: si rischia davvero una maxi-multa?

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Tra pochi giorni, intestatario e utilizzatore dell’automobile dovranno coincidere, pena una multa salata. L’aggiornamento della carta di circolazione non spetta però ai familiari conviventi

Chi, dal prossimo 3 novembre, verrà “pizzicato” a guidare l’automobile intestata a un’altra persona rischia una multa di almeno 705 euro fino all’astronomica cifra di 3.526 euro. Questa è la notizia che negli ultimi giorni è circolata su internet – ma anche su molti giornali – destando preoccupazione ma soprattutto una gran confusione. Per fortuna la notizia, data in questi termini, è una bufala in piena regola. Perché è vero che non sarà più possibile guidare per più di 30 giorni continuativi un’auto intestata a un’altra persona – o società – senza averlo prima comunicato alla Motorizzazione. Ma è anche vero che la maggior parte dei cittadini non rischia proprio niente: chi usa l’auto intestata al coniuge o a un genitore – per fare due esempi – non dovrà fare nulla, purché sia convivente. Ma andiamo con ordine.

La circolare della discordia. Tutto nasce da un articolo del Codice della strada (il 94, comma 4-bis) inserito addirittura nel 2010, che fino ad oggi era rimasto lettera morta. Una circolare del ministero dei Trasporti, pubblicata nello scorso luglio, ci ha messo una pezza, stabilendo che le novità dovranno entrare in vigore da lunedì 3 novembre 2014. E le novità sono queste: fra pochi giorni chiunque utilizzerà in modo esclusivo e personale un veicolo intestato ad altri per più di 30 giorni continuativi sarà obbligato a comunicarlo alla Motorizzazione. Il risultato? Il nome e i dati anagrafici verranno aggiunti sulla carta di circolazione. Il “tagliando di aggiornamento” costerà 25 euro, 16 di imposta di bollo e 9 destinati alla Motorizzazione.

Il ministero ha motivato la nuova norma, che per alcuni è solo un’ulteriore carico di burocrazia, con la certezza di poter identificare i responsabili di violazioni, ma anche per contrastare il fenomeno delle intestazioni fittizie, un trucco spesso utilizzato per raggirare il Fisco.

Chi rischia la multa. La norma si rivolge soprattutto ai servizi di noleggio auto (che comunque non dovranno fare nulla nel caso in cui il nolo sia inferiore ai 30 giorni), leasing e rent-to-buy, una sorta di noleggio finalizzato all’acquisto finale. Ma si applica anche a diversi altri casi particolari, sicuramente un po’ più rari come:

la custodia giudiziale, se il veicolo viene affidato a un’altra persona durante il periodo di custodia;
auto intestata a minorenne o a persone ritenute incapaci di agire da un giudice;
auto intestata a una persona deceduta;
auto che fa parte di un trust, cioè un affidatario che la gestisce per conto di altri e non la può far risultare nel proprio patrimonio personale.

Chi non dovrà fare nulla. I familiari conviventi non hanno alcun obbligo di chiedere l’aggiornamento della carta di circolazione. In realtà né la circolare né la nota del Ministero hanno spiegato con precisione cosa si intenda per “convivente”: bisogna trovarsi nello stesso stato di famiglia? O è sufficiente che la residenza coincida? Più probabile la seconda ipotesi, anche per una maggiore semplicità dei controlli da parte di Vigili Urbani e forze dell’ordine.

Restano fuori tutti quei familiari che vivono sotto due tetti diversi: ex coniugi, figli che sono andati a vivere da soli etc. In questi casi, l’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione sussiste. Chi utilizza veicoli intestati ad altri soggetti già da prima del 3 novembre non è obbligato a fare il tagliando di aggiornamento. Anche se, a ben pensarci, è praticamente impossibile dimostrare da quale giorno sia effettivamente cominciato l’utilizzo anche perché il comodato può essere concesso anche in base a un accordo orale.

Per chi non vuole correre rischi, la cosa migliore è quella di effettuare comunque l’aggiornamento della carta di circolazione. Ad ogni modo il Ministero ha chiarito che ci saranno trenta giorni di tolleranza. Chi è tenuto all’aggiornamento della carta di circolazione non rischia la multa fino al tre dicembre.

FONTE : CANALI.KATAWEB.IT

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