Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE

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Vista la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo; Vista la direttiva 2006/70/CE della Commissione del 1° agosto 2006 recante misure di esecuzione della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione di «persone politicamente esposte» e i criteri tecnici per le procedure semplificate di adeguata verifica della clientela e per l’esenzione nel caso di un’attivita’ finanziaria esercitata in modo occasionale o su scala molto limitata; Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione e, in particolare, l’art. 25, comma 2, nonche’ l’art. 25, comma 1, lettera c) del medesimo decreto legislativo; Vista la Sezione IV del Capo I del Titolo II del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione; Visto l’accordo tra gli Stati membri sugli Stati extracomunitari e territori stranieri da considerare equivalenti, raggiunto a margine della riunione del 26 giugno 2012 del Comitato per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo previsto dall’art. 41, paragrafo 1 della direttiva 2005/60/CE; Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 1º febbraio 2013, attualmente in vigore, e la necessita’ di aggiornarlo come segue sulla base delle informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale (GAFI), ovvero dai Gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI, dal Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale, nonche’ dei successivi aggiornamenti; Rilevata l’attuale adeguatezza della cooperazione tra le omologhe autorita’ italiane e sammarinesi, e in particolare tra le rispettive Unita’ di informazione finanziaria, e delle altre forme di cooperazione amministrativa, inclusa quella tra autorita’ fiscali; Rilevato che l’inclusione nell’elenco degli Stati extracomunitari e territori stranieri da considerare equivalenti non preclude la necessita’ di operare in base all’approccio basato sul rischio e costituisce una presunzione confutabile per l’applicazione delle misure semplificate di adeguata verifica della clientela nei rapporti con enti aventi sede in detti Stati e territori; Considerato altresi’ che, nonostante l’inclusione nell’elenco degli Stati extracomunitari e territori stranieri da considerare equivalenti e’ ribadito l’obbligo di cui all’art. 13 della direttiva 2005/60/CE di applicare obblighi rafforzati di adeguata verifica della clientela, sulla base della valutazione del rischio esistente, nelle situazioni che per loro natura possono presentare un rischio piu’ elevato di riciclaggio o finanziamento del terrorismo nei rapporti con enti, che siano clienti, ed abbiano sede in detti Stati e territori; Considerato che la lista comune non si applica agli Stati comunitari e a quelli appartenenti all’Area economica europea (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), che beneficiano di un riconoscimento automatico di equivalenza basato sull’obbligo, per tali Paesi, di dare applicazione alle misure di cui alla direttiva 2005/60/CE;

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