Illegittimo il licenziamento della dipendente che ha taciuto lo stato di gravidanza al momento dell’assunzione.

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Illegittimo il licenziamento della dipendente che ha taciuto lo stato di gravidanza al momento dell’assunzione.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13692/2015, riguardante il licenziamento per giusta causa di una dipendente che non aveva informato il datore di lavoro della propria maternità al momento della stipula del contratto a tempo determinato, ha stabilito che non rappresenta un giustificato motivo di licenziamento il fatto che una dipendente abbia taciuto la propria gravidanza in fase di assunzione.

Più in particolare la Corte Suprema precisa che non esiste alcun obbligo di informazione in tal senso poiché un tale vincolo pregiudicherebbe la tutela delle lavoratrici madri e sarebbe contrario al principio di parità di trattamento previsto dalle norme comunitarie.

Nel caso in esame il datore di lavoro aveva intimato il licenziamento alla lavoratrice non appena aveva avuto conoscenza del suo stato di gravidanza. La Corte ha quindi condannato il datore di lavoro a risarcire il danno alla lavoratrice e corrisponderle le retribuzioni che avrebbe maturato sino al compimento dell’anno di età del bambino.

La Corte ha inoltre sottolineato: “Il licenziamento intimato alla lavoratrice dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino in violazione dell’art. 2, secondo comma, legge n. 1204 del 1971, è affetto da nullità ed è improduttivo di effetti, con la conseguenza che il rapporto deve ritenersi giuridicamente pendente e il datore di lavoro inadempiente va condannato a riammettere la lavoratrice in servizio ed a pagarle tutti i danni derivanti dall’inadempimento, in ragione dal mancato guadagno”.

Leggi qui la sent.Cass. civile n. 13692 del 2015

Filomena Torello, Studio Giuliano e Di Gravio, http://giulianoedigravio.it/

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