No alla convocazione in assemblea del socio la cui quota è sequestrata.

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Trib. Milano Sez. Specializzata in materia di imprese, Sent., 27-10-2014

Nel caso di sequestro conservativo il socio titolare della quota non ha il diritto a ricevere la convocazione in assemblea, in quanto il custode giudiziario è l’unico soggetto legittimato ad intervenire. Se il custode giudiziario ha espresso voto favorevole, il socio titolare della quota non può impugnare la delibera assembleare, tranne che contesti la sussistenza di vizi soggetti alla disciplina della nullità di cui all’art. 2479-ter, comma 3, c.c.
(Massimo Giuliano)

……”i)per quanto attiene il processo di formazione della volontà dell’ente, la lamentata partecipazione al voto della socia Buzzanca, titolare di una quota del 20% del capitale sociale, risulta in fatto irrilevante a fronte di una maggioranza comunque legittimamente formatasi in virtù del voto espresso dal soggetto nominato custode della quota di maggioranza intestata al socio R., in una situazione dunque in cui neppure è ipotizzabile un abuso di maggioranza ;
ii)data tale premessa si deve sottolineare che l’amministratore revocato potrebbe certamente lamentare l’eventuale mancanza di una giusta causa di revoca allo scopo di tutelare eventuali spettanze economiche collegate alla carica (nella specie neppure prospettate) ma altrettanto certamente non ha alcun titolo per interferire con la volontà dei soci di sostituirlo nell’incarico;
iii)deve essere d’altro canto certamente esclusa la legittimazione all’impugnazione da parte del socio R., atteso che: il soggetto chiamato a rappresentare le quote a lui intestate (il custode giudiziario) si è pronunciato a favore dell’accoglimento della delibera; le doglianze prospettate attengono in realtà, per la prima parte, al merito della valutazione demandata alla assemblea e per la seconda, in tutta evidenza, a tipici profili di eventuale annullabilità della delibera e non già di nullità come preteso dall’attore (sotto tale profilo la parte pretende in realtà di vedere ristretta la sfera di autonomia dei soci nei medesimi limiti dettati per la revoca giudiziale dell’amministratore, secondo prospettazione evidentemente priva di qualunque serio fondamento);
– a fronte delle considerazioni proposte al capo precedente, deve evidentemente escludersi la legittimazione della signora A. ad impugnare le ulteriori delibere in contestazione, tutte già successive a quella relativa alla sua revoca;
– in relazione a tutte quante le delibere in parola deve escludersi la legittimazione attiva dell’attore Riccardi per i medesimi motivi già sopra evidenziati, ovvero voto favorevole del custode, impossibilità di configurare nella prospettazione dell’attore vizi assoggettati alla disciplina della nullità ex art 2479ter comma 3cc : in particolare si ritiene qui di dover certamente escludere la possibilità di ravvisare un diritto del R. a ricevere la convocazione per la assemblea dei soci, legittimamente indirizzata invece al solo custode delle quote, laddove (opportunamente ma non doverosamente) il R. risulta invitato a partecipare alla sola assemblea 9.4.12 allo scopo di verificare in una sede formale la sua eventuale disponibilità, quale soggetto titolare sostanziale delle quote, a coprire le perdite di gestione e così superare la causa che imponeva la messa in liquidazione della società…..”

 

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