Legge di stabilità 2016: le misure approvate dal Governo.

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Legge di stabilità 2016: le misure approvate dal Governo.

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 15 ottobre 2015, ha approvato il Disegno di legge concernente la Legge di Stabilità 2016: la manovra ammonta a complessivi 26,5 miliardi di euro, che potranno aumentare fino a 29,5 miliardi in base all’accoglimento o meno della richiesta, avanzata dall’Italia alla Ue, di utilizzare uno 0.2% di spazio di patto in più per la “clausola migranti”.
Ecco i punti principali del provvedimento, predisposto dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan:

  • sospeso l’aumento di Iva e accise, disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi;
  • eliminazione della tassa sulla prima casa (Imu e Tasi) indipendentemente dalla superficie dell’immobile (i Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la perdita di gettito);
    aumenta il bonus ristrutturazioni edilizie dal 36% al 50% di detrazione irpef del 50%);
  • confermati sia il bonus mobili legato all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, sia l’ecobonus, ovvero la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.;
  • intervento straordinario sulle case popolari;
  • super-ammortamenti per gli investimenti delle imprese portando al 140% il valore della deduzione a partire dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016;
  • la soglia dell’uso del contante sale a 3.000 euro;
  • ampliamento dell’accesso al regime fiscale forfettario per professionisti e imprese di piccole dimensioni, la soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese; estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro;
  • per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni);
  • aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro;
    lotta all’evasione con la fatturazione elettronica e gli strumenti telematici;
  • contrasto all’evasione sul canone Rai con il pagamento attraverso la bolletta elettrica della casa di abitazione, riduzione del canone da 113,50 a 100 euro;
  • riduzione dell’Ires, l’imposta sui redditi societari, dall’attuale 27,5% al 24%, a partire dal 2017, con uno sgravio di 3,8 miliardi nel primo anno che arriverà a circa 4 miliardi dall’anno successivo (la misura potrà essere anticipata al 2016 qualora le istituzioni europee accordino la ‘clausola migranti’);
  • Irap ridotta per le piccole imprese, anticipo rimborso Iva per crediti non riscossi; Irap azzerata in agricoltura e pesca dal 2016;
  • eliminazione dell’Imu agricola per tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti – utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società e della tassa sugli imbullonati, ovvero sui macchinari ancorati saldamente al terreno e di grandi dimensioni che vengono assimilati agli immobili;
  • bonus assunzioni, anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è prevista una agevolazione attraverso la riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, misura che complessivamente porta a un alleggerimento pari a 834 milioni nel 2016 per salire a 1,5 miliardi nel 2017;
  • varato lo statuto del lavoratori autonomi, una misura organica su fisco e nuove tutele;
  • contrattazione decentrata, sulla quota di salario di produttività, di partecipazione agli utili dei lavoratori o di welfare aziendale derivante dalla contrattazione aziendale si applica l’aliquota ridotta del 10% con uno sgravio fiscale complessivo di 430 milioni nel 2016 che sale a 589 negli anni successivi; il bonus avrà un tetto di 2.000 euro (estendibile a 2.500 se vengono contrattati anche istituti di partecipazione) e sarà utilizzabile per tutti i redditi fino a 50.000 euro;
  • pensionati, aumenta la “no tax area”, ossia la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef; per i soggetti sopra i 75 anni si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000 euro;
    per i pensionati di età inferiore ai 75 anni la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro;
    previsto il part-time per gli over 63 che dal 2016 a fine 2018 maturano i requisiti per la pensione sulla base della Legge Fornero;
  • opzione donna – il regime sperimentale per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) viene esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti;
  • disabilità, 90 milioni nel 2016 per la Legge sul “Dopo di noi” per sostenere persone disabili in caso di decesso dei familiari; rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza per un totale di 400 milioni di euro;
  • libertà per i comuni che hanno risorse in cassa di impegnarle per investimenti per circa 1 miliardo nel 2016 e possibilità di sbloccare i pagamenti di investimenti già effettuati (e finora bloccati dal Patto) a condizione che le amministrazioni abbiano i soldi in cassa;
    piano di interventi per il Sud (masterplan) con lo sblocco di cantieri per 5 miliardi di euro circa e con incentivi alle assunzioni;
  • aumento dei fondi per la Cooperazione internazionale;
  • società partecipate scendono da 8000 a mille, previsto un tetto ai dirigenti e maggiore trasparenza dei dati;
  • misure per la lotta alla povertà, con particolare attenzione alla povertà infantile;
    fondo Sanità sale a 111 miliardi nel 2016;
  • Università – saranno selezionati 500 nuovi professori sulla base del merito tra i migliori cervelli in settori strategici per il futuro del Paese (40 milioni nel 2016 e 100 nel 2017); assunzione di 1.000 nuovi ricercatori (45 milioni nel 2016, 60 nel 2017 e 80 nel 2018);
  • previste 6.000 borse (ogni anno) per gli specializzandi medici, per assicurare qualità e prospettiva al sistema sanitario nazionale.

Fonte: altalex.

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